«La maggioranza ha i numeri dentro e fuori dal Palazzo»

La Camera ha respinto le mozioni di sfiducia nei confronti del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi: 314 no contro i 292 sì, con soli 2 astenuti. I presenti al voto erano 608, i votanti 606, la maggioranza richiesta era di 304.
Un risultato previsto già dalla dichiarazione di voto del Capogruppo alla camera della Lega Nord Marco Reguzzoni, che così ha concluso il suo intervento: «La Lega voterà convinta e unita contro le mozioni di sfiducia al ministro Bondi» (sopra, nel video di Davide Cordua).
Quello cui stiamo assistendo è un «errore logico e un errore politico poiché non c’è alcun nesso tra il crollo della Domus a Pompei e il ministro. Non è vero che non c’erano soldi, ce ne erano tantissimi. Il non averli spesi è un oltraggio a chi è in cassa integrazione, a chi cerca un lavoro».Per il capogruppo del Carroccio il federalismo è la chiave di volta anche per la gestione dei beni culturali. «Non basta il decentramento – sottolinea Reguzzoni – ma serve il coinvolgimento di regioni ed enti locali. Non stiamo ad ascoltare i sedicenti e le loro astruse analisi, ma andiamo avanti con i fari del federalismo e della libertà. Apriamo ai privati seguendo la positiva esperienza del Fai».
Il presidente dei deputati leghisti dà piena ragione al ministro Bondi quando dice che «non tutti i problemi si risolvono con i soldi dello Stato: sono gli echi di vecchi piagnistei, tipici di chi vuole avere soldi pubblici al Sud. Finora i Beni Culturali sono stati la scusa per prendere i soldi del Nord, usati solo per assistenzialismo, sprechi e malaffare. Sono sprecati soldi su cose che con i Beni Culturali non avevano nulla a che fare».
La Lega ribadisce con forza che le opposizioni stanno continuando a far perdere tempo. «Dovete rassegnarvi – conclude Reguzzoni rivolgendosi alle opposizioni – il centrodestra ha la maggioranza dentro e fuori il Palazzo. La maggioranza c’è anche grazie alla coerenza della Lega. Noi sosteniamo il ministro Bondi ora e in futuro: gli chiediamo di essere federalista e di devolvere poteri a Comuni e a enti locali».

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